Come curare lo stress camminando nel bosco: le conferme della ricerca

È ora di uscire di casa per ritrovare se stessi. Anche i neuroscienziati concordano sui benefici di una passeggiata nel verde, come scrive la giornalista Florence Williams. Lo stesso concetto che si trova nello Shinrin-yoku, il “bagno” giapponese nella foresta.

«Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza»: scriveva il poeta Henry David Thoreau, autore di Walden.

Viviamo tutti questo paradosso: la città ci offre comfort e sicurezza, ma il nostro sistema nervoso è molto più arcaico, e sente il bisogno degli stimoli naturali che ci hanno permesso di evolverci come specie. E la ricerca concorda: siamo effettivamente più felici e in salute quando passiamo del tempo nella natura.

Woman in field

Ne parla la giornalista Florence Williams nel suo libro The Nature Fix: Why nature mages us happier, healthier and more creative. Il verbo “to fix” qui è da intendere in un’accezione vasta: riparare, sistemare, ma anche fissare, ancorare due elementi tra loro. La natura ci rimette in sesto, ma ci connette anche alla realtà intima delle cose, alla loro essenza. Come racconta Williams, i neuroscienziati, utilizzando particolari dispositivi, hanno potuto misurare l’effetto dell’ambiente sull’attività cerebrale. I risultati confermano ciò che possiamo sperimentare anche empiricamente, semplicemente passeggiando nella natura: lo stress diminuisce. Quando camminiamo in un bosco o in un parco l’attività del lobo frontale, collegata alle nostre attività quotidiane, cala, e le onde alfa, tipiche di chi è in stato di veglia ma completamente rilassato, registrano dei picchi.

La cultura giapponese viene in aiuto con due parole per noi occidentali quasi intraducibili: Shinrin-yoku, letteralmente “trarre giovamento dall’atmosfera della foresta” o “bagno nella foresta”. Un concetto semplice e geniale: l’immersione nel verde. I giapponesi considerano questa pratica una forma vera e propria di medicina alternativa, e la applicano con ottimi risultati già dagli anni Ottanta. Si tratta di una meditazione attiva che consiste nell’esposizione frequente e prolungata agli stimoli offerti dalla natura. Ecco alcuni consigli che provengono dalla cultura dello Shinrin-yoku.

  • Cercare la comodità: indossare abiti confortevoli, che facciano respirare la pelle, possibilmente fibre naturali.
  • Il passo è fondamentale. Non c’è nessuna gara, nessun allenamento. La performance non interessa. È bene camminare lentamente, scegliendo un ritmo costante e tranquillo, e concentrandosi sulla respirazione.
  • Intorno a noi c’è un mondo che cresce, respira, vive. Bisogna saperlo ascoltare, bisogna prestare attenzione ai suoni della natura, cercare un contatto diretto attraverso i sensi: osservare le mille sfumature di verde, accarezzare alberi e foglie, annusare il muschio, le resine e i fiori, ascoltare il vento tra le fronde e il sussurro dell’acqua.

E voi riuscite ancora a concedervi il lusso del contatto con la natura?

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