Ambiente cucina: progettarlo al meglio in 5 mosse

La cucina ideale, cuore della casa, dovrebbe essere una sintesi perfetta di funzionalità, convivialità, benessere fisico e mentale. Ecco qualche accorgimento per chi è in fase di progettazione o ristrutturazione
di Sara Bertolotti, architetto e consulente psico-ambientale.

La cucina è uno degli ambienti più vissuti e spesso amati dell’intera casa, nella cultura italiana in particolare, dove la buona tavola la fa da padrona. Ecco perché è fondamentale studiare e progettare questo spazio con molta attenzione al benessere indoor, sia fisico che mentale. Vediamo insieme come.

Dare spazio alla convivialità

Negli ultimi trent’anni la realtà domestica è molto cambiata, facendo (purtroppo) diminuire i tempi dedicati alla convivialità. Ecco perché oggi in maniera particolare, per raggiungere un buon livello di benessere indoor, è importante progettare la cucina come spazio funzionale, che non dimentica però le necessità “emozionali” dell’abitare. Azzeccato, in questo senso, l’open space – seppur delimitato da arredi o pareti basse – che permette l’utilizzo di fuochi e piani cottura, senza interrompere la comunicazione con il resto della stanza, favorendo così convivialità, scambi e condivisioni.

Organizzare il contenimento

Nella progettazione di una cucina, è molto importante calcolare quali siano gli ingombri delle persone in movimento (almeno una circonferenza di 60 cm di diametro) e delle ante dei mobili aperte. Se la cucina è angusta, è bene acquistare i mobili contenitivi con ante scorrevoli così da non intralciare ulteriormente la fase di lavoro. L’altezza del banco cucina è generalmente standard, mentre varia la parte della zona pranzo se l’ambiente è abitabile. Ciò significa che, se è presente un’isola o una penisola, questa deve essere a un’altezza comoda per non ottenere l’effetto “gufo sul ramo”. Per ovviare a questo problema, generalmente causato da una scelta dello sgabello sbagliata, il mio suggerimento è quello di utilizzare sedute, seppur alte, ma con impostazione a sedia, con schienale e poggiapiedi. I gomiti debbono trovarsi circa all’altezza del piano d’appoggio, come se fossimo seduti a una normale tavola da pranzo. Solo così è possibile mangiare senza accumulare stress posturale.

Rispettare i percorsi

La cura dello spazio di movimento, in un ambiente anche “di lavoro” come quello della cucina, è determinante. Prevedere aree e piani di appoggio sufficientemente larghi (almeno 60 cm) ed ergonomici è solo una parte della progettazione necessaria. Bisogna valutare il verso di aperturadelle ante del frigorifero, dei mobili contenitivi, gli elettrodomestici necessari e non inserire nulla di superfluo. Se la cucina è un ambiente chiuso rispetto al soggiorno, è bene valutare un’apertura anche parziale dell’ambiente con una porta scorrevole a vetri o un muretto basso. Questo permette di ampliare lo spazio, anche solo visivamente, e garantire luminosità e convivialità. Fermo restando la necessità di comprendere le abitudini culinarie di chi abita la casa. Ad esempio, se si è soliti cucinare cibi dall’odore forte, è bene prevedere anche una possibile chiusura seppur trasparente.

Fare attenzione a luce e areazione

L’illuminazione, quanto più possibile, è bene che sia naturale: l’ideale sarebbe prevedere grandi vetrate. L’areazione deve essere garantita da una buona cappa di aspirazione e da una finestra rigorosamente apribile. Soprattutto se il piano cottura è a gas, è bene immaginare una cappa di almeno 600 metri cubi di aspirazione.

Selezionare materiali salubri e idonei

Un fattore importante da considerare, ma spesso, ahinoi, trascurato, sono i materiali con cui vengono realizzati la cucina e, in particolare, il piano di lavoro. Oggi è possibile trovare molteplici soluzioni, alcune di derivazione naturale come i marmi e i graniti, altre composite come la pietra rigenerata, altre ancora artificiali ma ad alta prestazione come il Corian o simili. Nel caso si voglia realizzare una cucina economica, bisogna fare attenzione al materiale sintetico di cui potrebbe essere rivestito il piano lavoro in truciolare: questo deve essere garantito e privo di elementi tossici. Data la frequenza in cucina delle alte temperature e il fatto che tutti i materiali sintetici sono soggetti a mutazione molecolare sotto l’effetto del calore, anche la finitura delle ante non è da sottovalutare. Quindi, armatevi sempre di certificati alla mano e tanto, sano, buonsenso!

State realizzando la vostra cucina e cercate suggerimenti specifici su come creare un ambiente di benessere?
Scriveteci per richiedere i consigli del nostro architetto e consulente psico-ambientale Sara Bertolotti!

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